Maison & Objet Paris 2026: tendenze, premi e i brand più interessanti della mia selezione - Maison & Objet Paris 2026: trends, awards, and the most interesting brands from my selection
Maison & Objet Paris 2026: tendenze, premi e una selezione di brand interessanti scoperti alla fiera.
Maison & Objet Paris 2026: trends, awards, and a curated selection of noteworthy brands discovered at the fair.

A gennaio Parigi torna ad essere uno dei centri più importanti del design internazionale con Maison & Objet, appuntamento che riunisce designer, brand e creativi provenienti da tutto il mondo. Non è solo una fiera, ma un vero osservatorio sulle evoluzioni dell’abitare contemporaneo: materiali, artigianato, oggetti decorativi e nuove visioni progettuali si incontrano in uno scenario che ogni anno anticipa le direzioni del design.
L’edizione di gennaio 2026 ha confermato una tendenza ormai chiara: il design sta sempre più cercando un dialogo tra materia, artigianato e dimensione artistica. Accanto ai grandi marchi consolidati si è vista una presenza sempre più forte di atelier, manifatture e brand indipendenti che lavorano con una forte identità progettuale.
Durante la visita alla fiera e agli showroom di Maison & Objet In The City, ho selezionato una serie di brand che mi hanno colpito per qualità, ricerca sui materiali e capacità narrativa del progetto. Questa selezione è raccolta in un MoodBook dedicato, pensato come uno strumento di ispirazione per chi ama il design contemporaneo.
Le tendenze viste a Maison & Objet 2026
Il ritorno dell’artigianato
Una delle direzioni più evidenti di questa edizione è stata il ritorno alla dimensione artigianale. Molti brand hanno scelto di valorizzare processi manuali, materiali naturali e tecniche tradizionali reinterpretate in chiave contemporanea.
Vetro soffiato, ceramica, metalli lavorati a mano e tessuti jacquard sono stati protagonisti di collezioni in cui il gesto artigianale diventa parte integrante del progetto.
Oggetti tra arte e design
Sempre più prodotti si collocano in una zona di confine tra design e opera artistica. Non semplici oggetti funzionali ma pezzi con una forte identità estetica, spesso pensati come elementi scultorei capaci di caratterizzare lo spazio.
Molti dei brand presenti hanno sviluppato collezioni che dialogano con il mondo dell’arte contemporanea e del collectible design.
Materia e texture
Un’altra tendenza evidente riguarda la centralità della materia. Le superfici diventano protagoniste attraverso texture, lavorazioni e finiture che valorizzano la qualità dei materiali.
Cristallo, bronzo, marmo, tessuti e legni pregiati vengono utilizzati per creare oggetti capaci di comunicare una forte presenza sensoriale.
Decorazione e identità
Infine, è emersa una nuova attenzione verso la decorazione come linguaggio espressivo. Carte da parati artistiche, oggetti decorativi, tessili e accessori diventano strumenti per costruire ambienti con una personalità definita.
Il design torna così a raccontare storie, territori e identità culturali.
I premi più importanti dell’edizione 2026
Come ogni anno, Maison & Objet ha celebrato il lavoro di designer e studi che si distinguono per innovazione e ricerca.
I Maison & Objet Awards hanno messo in evidenza progetti capaci di interpretare il design contemporaneo attraverso nuove visioni formali e materiali, mentre i Rising Talent Awards hanno dato spazio alla nuova generazione di designer emergenti.
Tra gli appuntamenti più importanti, il riconoscimento di Designer of the Year 2026 a Harry Nuriev (Crosby Studios) ha segnato uno dei momenti più intensi dell’edizione. La sua installazione immersiva ha invitato a guardare gli oggetti quotidiani come entità trasformabili, capaci di assumere nuovi significati attraverso il design, in perfetta sintonia con il filo conduttore della manifestazione.
Questi riconoscimenti rappresentano uno dei momenti più interessanti della manifestazione, perché permettono di individuare nuove direzioni progettuali e talenti destinati a influenzare il panorama del design nei prossimi anni.
La mia selezione di brand da Maison & Objet 2026
Tra le centinaia di espositori presenti ho scelto di concentrarmi su una selezione di brand che mi hanno colpito per qualità progettuale, ricerca sui materiali e coerenza estetica.
Si tratta di realtà molto diverse tra loro: manifatture storiche, atelier indipendenti e brand contemporanei che condividono però un elemento comune — una forte attenzione al dettaglio e alla dimensione narrativa dell’oggetto.
Lighting design
Nel settore dell’illuminazione molti progetti hanno mostrato una forte componente scultorea.
Brand come BOMMA, con il suo cristallo lavorato con tecnologie avanzate, oppure Knikerboker, che realizza vere e proprie sculture luminose in metallo, dimostrano come la luce possa diventare un elemento architettonico e artistico allo stesso tempo.
Anche marchi come Castro Lighting e ICONE propongono collezioni in cui la luce diventa un linguaggio espressivo capace di trasformare lo spazio.
Oggetti e decorazione
Il mondo degli oggetti decorativi continua a essere uno dei territori più interessanti della fiera.
Brand come Giobagnara, con i suoi oggetti in pelle di lusso realizzati artigianalmente in Italia, oppure Royal Delft, che porta avanti una tradizione ceramica secolare reinterpretata in chiave contemporanea, dimostrano come il design possa nascere dal dialogo tra tradizione e innovazione.
Accanto a questi, realtà come Jonathan Adler confermano una direzione più espressiva e riconoscibile del design decorativo: un linguaggio che unisce estetica moderna, spirito americano e una forte componente glamour, trasformando oggetti e arredi in elementi identitari dello spazio.
Anche marchi come Abhika, Zafferano e Seletti propongono oggetti capaci di unire funzione e dimensione decorativa, contribuendo a definire ambienti sempre più personali e caratterizzati.
Artigianato e materia
Molti dei progetti più interessanti sono nati dall’incontro tra design contemporaneo e tecniche artigianali.
È il caso di atelier come Ulgador, specializzato nella lavorazione di foglie metalliche ossidate per superfici decorative, oppure delle creazioni floreali di Alex Hackett, realizzate in porcellana e carta con una straordinaria cura dei dettagli.
In questo contesto si inserisce anche il lavoro della Galerie MCDE, che rappresenta un caso emblematico di come il design storico possa essere reinterpretato e trasmesso nel presente. Attraverso la riedizione delle opere di Pierre Chareau e una produzione interamente artigianale, la galleria mantiene vivo un patrimonio progettuale unico, aprendo al tempo stesso il dialogo con creatori contemporanei.
Accanto a grandi nomi del design internazionale, emerge con forza un panorama sempre più articolato, dove convivono industria, artigianato e approccio autoriale.
Anche la lavorazione del marmo, del vetro e dei metalli si conferma uno dei campi più fertili per la sperimentazione contemporanea.
Tessili e superfici
Un altro ambito particolarmente interessante riguarda il mondo dei tessili e delle superfici decorative.
Maison storiche come Jules Pansu o Le Jacquard Français dimostrano come il patrimonio della tradizione tessile possa dialogare con il design contemporaneo, mentre brand come Studijo esplorano nuove forme di decorazione murale attraverso carte da parati artistiche e personalizzate.
Un MoodBook per scoprire 50 brand.
Per approfondire questa selezione ho raccolto 50 brand scoperti tra Maison & Objet e Maison & Objet In The City in un MoodBook di oltre 60 pagine.
Il MoodBook è pensato come uno strumento di ispirazione dedicato al design contemporaneo, all’artigianato e alla ricerca sui materiali.
All’interno troverai:
- brand selezionati dalla fiera
- collezioni interessanti
- una panoramica su realtà emergenti e manifatture storiche
Un modo per continuare a esplorare le idee, i materiali e le visioni che hanno caratterizzato Maison & Objet Paris 2026.
Richiedi la tua copia compilando il form in "book".
English version:
In January, Paris once again becomes one of the most important hubs of international design with Maison & Objet — an event that brings together designers, brands, and creatives from around the world. More than just a trade fair, it is a true observatory of contemporary living: materials, craftsmanship, decorative objects, and new design visions come together in a setting that anticipates the future directions of design each year.
The January 2026 edition confirmed a now well-established direction: design is increasingly seeking a dialogue between material, craftsmanship, and artistic expression. Alongside established brands, there is a growing presence of ateliers, manufacturers, and independent brands defined by a strong design identity.
During my visit to the fair and the showrooms of Maison & Objet In The City, I selected a series of brands that stood out for their quality, material research, and narrative approach to design. This selection has been gathered into a dedicated MoodBook, conceived as a source of inspiration for those who appreciate contemporary design.
The trends seen at Maison & Objet 2026
The return of craftsmanship
One of the most evident directions of this edition was the return to craftsmanship. Many brands chose to highlight manual processes, natural materials, and traditional techniques reinterpreted in a contemporary way.
Blown glass, ceramics, hand-worked metals, and jacquard textiles played a central role in collections where the artisanal gesture becomes an integral part of the design.
Objects between art and design
More and more products occupy a space between design and art. No longer just functional objects, but pieces with a strong aesthetic identity, often conceived as sculptural elements capable of defining a space.
Many brands presented collections that engage with the world of contemporary art and collectible design.
Material and texture
Another clear trend is the centrality of material. Surfaces take center stage through textures, processes, and finishes that enhance the quality of materials.
Crystal, bronze, marble, textiles, and fine woods are used to create objects with a strong sensory presence.
Decoration and identity
Finally, a renewed focus on decoration as an expressive language emerged. Artistic wallpapers, decorative objects, textiles, and accessories become tools to shape interiors with a distinct identity.
Design once again becomes a way to tell stories, express places, and convey cultural identities.
The key awards of the 2026 edition
As every year, Maison & Objet celebrated designers and studios distinguished by innovation and research.
The Maison & Objet Awards highlighted projects capable of interpreting contemporary design through new formal and material visions, while the Rising Talent Awards gave visibility to a new generation of emerging designers.
Among the most significant moments, the Designer of the Year 2026 award, given to Harry Nuriev (Crosby Studios), stood out. His immersive installation invited visitors to reconsider everyday objects as transformable entities, capable of acquiring new meanings through design — perfectly aligned with the overarching theme of the exhibition.
These recognitions represent one of the most compelling aspects of the fair, as they reveal emerging directions and talents that will shape the design landscape in the coming years.
My selection of brands from Maison & Objet 2026
Among the hundreds of exhibitors, I chose to focus on a selection of brands that stood out for design quality, material research, and aesthetic coherence.
These are very different realities: historic manufacturers, independent ateliers, and contemporary brands that share a common trait — a strong attention to detail and to the narrative dimension of the object.
Lighting design
In the field of lighting, many projects revealed a strong sculptural component.
Brands such as BOMMA, with its technologically advanced crystal, or Knikerboker, which creates true luminous metal sculptures, demonstrate how light can become both an architectural and artistic element.
Companies like Castro Lighting and ICONE also present collections where light becomes an expressive language capable of transforming space.
Objects and decoration
The world of decorative objects remains one of the most dynamic areas of the fair.
Brands such as Giobagnara, with its handcrafted Italian leather objects, and Royal Delft, which reinterprets a centuries-old ceramic tradition, show how design can emerge from the dialogue between heritage and innovation.
Alongside them, names like Jonathan Adler confirm a more expressive and recognizable direction in decorative design — a language combining modern aesthetics, American spirit, and a strong sense of glamour, turning objects into identity-defining elements.
Brands such as Abhika, Zafferano, and Seletti also offer products that merge function and decoration, contributing to increasingly personal and distinctive interiors.
Craftsmanship and material
Many of the most interesting projects emerged from the intersection of contemporary design and artisanal techniques.
This is the case of ateliers such as Ulgador, specializing in oxidized metal leaf surfaces, or Alex Hackett, whose porcelain and paper floral creations are defined by extraordinary attention to detail.
Within this context, the work of Galerie MCDE stands out as an emblematic example of how historical design can be reinterpreted and transmitted today. Through the re-edition of Pierre Chareau’s works and fully handcrafted production, the gallery preserves a unique design heritage while opening dialogue with contemporary creators.
Alongside major international names, a more layered landscape emerges — where industry, craftsmanship, and authorial design coexist.
The processing of marble, glass, and metals also confirms itself as one of the most fertile grounds for contemporary experimentation.
Textiles and surfaces
Another particularly interesting field is that of textiles and decorative surfaces.
Historic maisons such as Jules Pansu and Le Jacquard Français demonstrate how textile heritage can engage with contemporary design, while brands like Studijo explore new forms of wall decoration through artistic and customized wallpapers.
A MoodBook to discover 50 brands
To further explore this selection, I have gathered 50 brands discovered between Maison & Objet and Maison & Objet In The City into a MoodBook of more than 60 pages.
The MoodBook is conceived as a source of inspiration dedicated to contemporary design, craftsmanship, and material research.
Inside you will find:
- selected brands from the fair
- noteworthy collections
- an overview of emerging studios and historic manufacturers
A way to continue exploring the ideas, materials, and visions that defined Maison & Objet Paris 2026.
Request your copy by filling out the form in "book".













